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mercoledì 15 gennaio 2014

Look Golden Globe 2014 - Ultime Collezioni Moda


I Golden Globe 2014 sono anche quest'anno una celebrazione dell'alta moda internazionale. Le star sul red carpet più fashion del mondo hanno sfoggiato abiti da sogno, creazioni di lusso realizzate dalle griffe di maggior successo a livello mondiale tra le quali spiccano i grandi nomi di casa nostra, da Giorgio Armani a Miu Miu, da Fausto Puglisi a Dolce & Gabbana. Vi proponiamo le immagini di tutti gli outfit più glamour sul red carpet dei Golden Globe 2014, qual è secondo voi il look più elegante e sofisticato?


venerdì 1 novembre 2013

Una Passeggiata Con David Gandy (per Beneficenza). Chi Offre Di Più? - Notizie Moda

Il modello britannico – classe 1980, nel 2006 modello di punta di Dolce&Gabbana – ha deciso di mettersi all'asta per raccogliere fondi per l'associazione Battersea Cats&Dogs Home che dal 1980 si occupa di trovare casa e prestare cure agli animali abbandonati...














venerdì 25 ottobre 2013

Quali Occhiali Da Sole Ti Rappresentano? [test] - Ultime Collezioni Moda

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Qual è il modello di occhiali da sole che ti rappresenta meglio? Le forme in questo settore sono tantissime e spesso tutte molto caratteristiche.

Dagli occhiali da sole oversize a quelli vintage, dai bellissimi cat-eye dalle punte allungate agli occhiali da sole a mascherina, dagli immortali modelli aviator riproposti ogni anno in versioni molto glamour, agli occhiali da sole spec

sabato 12 ottobre 2013

Carlos Jereissati, The Man Who Brought Luxury To Brazil - Fashion News

SÃO PAULO, Brazil — At just over 387,500 square feet sprawled across four levels with over 200 stores, seven restaurants, a state- of-the-art cinema and public art on display, the sleek, light-filled JK Iguatemi in São Paulo is a stunning example of Brazil’s powerful mall culture. During its opening weekend in July 2012, some 70,000 people visited the mall to witness the South American debuts of Coach, Dolce & Gabbana, Lanvin, Miu Miu, Goyard and more, mixed in with Brazilian labels such as Osklen, Carlos Miele and Schutz. For Carlos Jereissati Filho, the stylish and well-spoken 42-year-old CEO and president … More

domenica 22 settembre 2013

Milano Moda Donna: Tendenze Primavera Estate 2014 - Ultime Collezioni Moda


Milano Moda Donna è il palcoscenico glietterato sul quale sfilano in questi giorni i giganti della moda italiana con le loro proposte per la prossima stagione calda primavera estate 2014. Tanti i grandi nomi della moda attesi in questa settimana, da Gucci a Prada, da Giorgio Armani con le sue due linee, a Dolce & Gabbana, da Alberta Ferretti a Roberto Cavalli. Trasparenze, stampe colorate, forme anni '50, scopriamo insieme tutti i trend per la prossima stagione calda.


mercoledì 11 settembre 2013

Airport Retail Flying High - Fashion Labels

LONDON, United Kingdom — Christian Dior’s dove grey carpets and boudoir mirrors vie for the eyes of customers with Prada’s harlequin tiles. The polished hardware of Dolce and Gabbana handbags glint, not far from lustrous exotic-skinned accessories by Gucci. No, this is not the Avenue des Champs-Élysées or Bond Street, but the departure lounge of Heathrow Airport’s Terminal 5, where passengers buy over $450 million per year of perfumes, clothing, scarves, sunglasses, jewellery, watches, bags and small leather goods from brands including Alexander McQueen, Burberry and Chanel, the airport’s top performer. A similar scene plays out each day at a … More

venerdì 23 agosto 2013

As Seen On: Heidi Klum Embraces Florals And Sequins On The Red Carpet - Fashion News

Heidi-Klum-Americas-Got-Talent-Red-Carpet-Event-New-York-City-Aug-2013.jpgThe America's Got Talent judge attended the TV show's red carpet event at Radio City Music Hall in New York City last week decked out in a floral and sequin ensemble. Heidi accented her Dolce & Gabbana rose-print black crepe pencil skirt with a sparkling black bustier top. She finished off her look with emerald Lorraine Schwartz jewelry and nude Christian Louboutin Pigalle Plato pumps.

We really like how Heidi complemented her graphic skirt with such a flashy top. Those bold colorful jewels also work surprisingly well with her rather complex outfit. Do you appreciate the supermodel's ability to blend patterns and embellishments or do you think she should have toned it down a bit with a basic black blouse?



venerdì 9 agosto 2013

Scarlett Johansson & Katy Perry: Fashion Twinsies In Dazzling Dolce & Gabbana - Fashion News

It's a bold move on Johansson's part, considering Perry made quite the splash in the head-turning sequined frock emblazoned with an image of Joan of Arc just last May. Of course, ScarJo still manages to make the look from the Italian label's fall 2013 collection her own, sporting it with minimal makeup, zero accessories and windswept hair.


giovedì 1 agosto 2013

Fashion Vaticano: L'estetica Del Vestire Tra Mondanità E Spiritualità - Etichette Di Moda




Tra il Vaticano e l'alta sartoria c'è sempre stato un connubio speciale, come è documentato per l'antichità dai dipinti e dai mosaici raffiguranti papi e prelati. Come ci racconta Luca Scarlini nel suo libro Sacre sfilate [1], esistono a Roma dinastie vere e proprie di sarti della Santa Sede [2]. Non sono però disdegnati stilisti della moda [3].



Nel 1955 le Sorelle Fontana, tre sorelle che venivano da un piccolo paese della provincia di Parma [4] nella propria sartoria romana dove contribuirono a rendere l'Italian Style famoso nel mondo, crearono per Ava Gardner un abito redingote nero in lana e seta, svasato con profili e bottoncini rossi lungo fino a poco sotto il ginocchio e completato da un cappello da monsignore con cordone e nappe detto "saturno" e catena cardinalizia con una croce sul petto. L'abito prese il nome celeberrimo di "Il Pretino". 

La Casa di Moda Fontana per realizzare questa linea "talare" chiese una speciale autorizzazione alle autorità ecclesiastiche.
 
 
Abito nero di ispirazione talare, detto “Il Pretino”


Copyright - Fondazione Micol Fontana

 


Ava Gadner, con l'abito "pretino" ed il cappello "saturno" 




Qualche anno dopo, "Il Pretino", simbolo della commistione tra la mondanità della moda e la spiritualità dell'indumento sacerdotale, piacque talmente a Federico Fellini  che lo fece reinterpretare dal costumista Piero Gherardi [5] per farlo indossare ad Anita Ekberg in La Dolce vita (1960), film che fu fortemente biasimato dalle gerarchie vaticane, nella scena in cui l'attrice fa visita al cupolone di San Pietro.




L'idea del famoso "abito talare" nacque da un regista che voleva un abito talare per Ava Gadner, per un film che poi non fu mai fatto.



  
Anita Ekberg, nel film La Dolce vita (1962)


in abito "talare"


Lo stesso Fellini amplificò  poi con una riflessione magistrale la medesima commistione nel film Roma, del 1972.




dal film "Roma" (1972), Regia di Federico Fellini - Musiche di Nino Rota
 Il film fu presentato fuori concorso al 25° Festival di Cannes.


ll film è un ritratto brioso e visionario di Roma attraverso i ricordi di un giovane provinciale che arriva alla Stazione Termini poco prima della seconda guerra mondiale. Roma come realtà composita e contradditoria, rappresentata mediante una serie di quadri e personaggi eterogenei, dal defilé di abiti ecclesiastici alla ricostruzione delle case chiuse, dagli scontri con la polizia, all'ingorgo notturno sul Grande Raccordo Anulare. Tra le diverse parti non vi è alcun legame, si va da un soggetto all'altro senza transizione.o presentatore introduce la sequenza di abiti religiosi di fronte a un cardinale tronfissimo, mentre due suore all'organo accompagnano con musiche paraecclesiastiche rivisitate con sarcasmo da Nino Rota.




Il Vaticano ha elaborato nei secoli una serie di simboli ben determinati: tra di essi hanno un ruolo centrale gli abiti, inclusi gli accessori. Vi è inoltre una centralità del colore come simbolo di sacralità. La gamma cromatica ammessa a seconda delle cerimonie si dipana tra bianco, rosso, verde, viola e nero; una quadricomia che ha le proprie origini in una articolata serie di motivazioni rituali. I paramenti più ricchi sono però rigorosamente maschili (anche se l'uomo usa capi di derivazione femminile), visto che la parte femminile della specie ecclesiastica riceve un trattamento assai più sbrigativo.









Il film ebbe due edizioni: la prima presentata al cinema Barberini di Roma il 18 marzo 1972, con una durata di circa 130 minuti. Fu presentato al Festival di Cannes il 15 maggio 1972. Per la presentazione sul mercato estero fu deciso di alleggerire il film riducendolo a circa 115 minuti. La versione integrale del film non è diventata la versione "ufficiale" in quanto sulla totalità dei supporti in vendita, DVD e VHS è stata inserita la versione corta approntata per il mercato estero; è anche quella che normalmente viene passata in televisione. L'unica commercializzazione della versione lunga avvenne nel 1989, su VHS della DeltaVideo, da anni fuori catalogo. I tagli, decisi in autonomia e senza interventi da parte della censura cinematografica che aveva dato il nulla osta al film, con un divieto ai minori di 14 anni, riguardarono alcune sezioni della pellicola, mentre altre vennero lasciate indenni. 








Nella sezione del defilé vi furono tre tagli: al modello n° 4 "Suora Missionaria" e in due altri momenti della sfilata dove compaiono in una, dentro due teche, una mano ed una maschera metalliche e nell'altra un modello per vescovo. Manca anche un dialogo tra coloro che assistono alla sfilata. Tagli piuttosto evidenti dal fatto che, nelle immagini mantenute, si nota in lontananza il modello n° 4 sfilare via dalla sala e per dei bruschi salti nella colonna sonora.
Il film "Roma" è fra tutti i ritratti di Roma (non quelli che leggete nei libri di storia, dei depliants turistici) quello - che nel bene e nel male - è uno dei più doviziosi, anche dei più divertenti, che esprime la grande personalità e fantasia di Fellini. E' un ritratto, documentario, urbanistico e antropologico, che prende in considerazione e illumina punti nascosti di una città che, più di altre, si presta per storia ed abitudini dei suoi abitanti ad uno stile irregolare e contradditorio. Moltissimi momenti notevoli: un grande spettacolo di varietà in cui Fellini adotta e preferisce il pubblico, a cui è rivolta la sua arte; la pungente iconoclastia della sfilata di abiti ecclesiastici, premonitrice 35 anni prima dei papi con le scarpe di Prada (ma vi è anche lo spunto reale dei lavori per la Linea A della metropolitana che serve da riflessione per i rischi del progresso; l'umiliante quadretto delle prostitute esposte alla clientela; la chiassosa ed infinita sequenza in trattoria). Mai un film si è avvicinato così tanto a carpire l'essenza di Roma, di cui nulla è taciuto, neanche l'insopportabile trivialità del presente.




Il connubio tra moda e Chiesa Cattolica Romana appare ai nostri giorni meno stridente e provocatorio di quanto potesse sembrare ai tempi di Fellini o delle Sorelle Fontana, dal momento che proprio la figura terrena più autorevole in questo momento di questa Chiesa, cioè papa Benedetto XVI, non fa mistero di una "venerazione" alla "sorella moda".

 


Benedetto XVI, con le scarpe rosse




Le creazioni


di Adriano Stefanelli
Celebri le sue scarpe in nappa rosso acceso, di cui qualche tempo fa si ipotizzò la provenienza da una griffe del lusso, ma che sono  in realtà opera di Adriano Stefanelli, un calzolaio di Novara.


Non sia mai detto del resto che il papa "vesta Prada", dato che è al suo infernale nemico che spetta questa prerogativa, secondo un titolo e un modo ormai consueto di dire. [6]
 






Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Alois Ratzinger, è considerato tra gli uomini più eleganti del pianeta, ed è stato inserito, nel 2007, nella classifica  dei 23 "best dressed" dalla rivista americana "Esquire".
 
 
 


                    Cappelli di Benedetto XVI
 
 
Papa attento alle tendenze della moda lo è stato anche Giovanni Paolo II, di cui sono rimasti celebri gli scarponcini bianchi Doctor Martens appositamente fabbricati per lui.


 
Giovanni Paolo II, passeggiata in montagna




Sono d'accordo con Patrizia Calefato quando scrive che «questa simbologia da scarpiera è anche rivelatrice di due personalità molto diverse di papi: attento ai media e alla cultura di massa Woytila, ricercato e restauratore della tradizione Ratzinger.» [7]
Papa Ratzinger, ha carisma da vendere, e da prova di puntuale aggiornamento delle tendenze moda e di un raffinato quanto ricercato gusto nel vestire. Infatti, in linea con i dettami della haute couture che si decide sulle passerelle delle capitali che contano, Benedetto XVI ha optato, sin dagli albori del suo pontificato, per uno stile vintage con dettagli personali che siano indice di originalità nello stile. Certo siamo lontani dai toni della sobrietà di Woytila.  Siamo anche lontani dall'eleganza più dandy che sfarzosa di Pio XII, o dall'eleganza austera di Paolo VI, papa più emozionato dallo sbarco sulla luna che da ori e pellicce.
«Anche il clero non porporato maschile e gli ordini ecclesiastici femminili curano da sempre l'estetica del vestire: è il caso proprio di dire che l'abito faccia il monaco in quelle situazioni, come una scuola, una comunità o un ospedale, dove l'indumento è anche segno di riconoscimento, quasi una "divisa", richiede quindi anche un rigore e una distinzione che spesso hanno di per sé un significato etico. Le aziende specializzate in abbigliamento ecclesiastico maschile e femminile si adeguono ai tempi, creando linee proprio come fanno le aziende "laiche", diversificando i destinatari (...) una specie di "linea bambini" con tuniche e cottine per chierichetti, grembiulini per alunni di scuole religiose e abiti per prime comunioni. »[8]




Anche ai giorni nostri il fashion non ecclesiastico si ispira al vestiario della Chiesa. Si pensi a Dolce & Gabbana che nel 1997 presentano l'abito talare come un must. «Settecento metri di drappi cardinalizi e cuscini da inginocchiatoio preparano spiritualmente il pubblico alla "Preta" degli stilisti. Ecco dunque la "mon-signora" rigorosa come un sacerdote e sfarzosa più di un cardinale». [9]



Yves Saint Laurent, a conferma che si tratta di uno stile ricorrente della moda,  ha presentato "abiti talari" nella collezione Autunno Inverno 2005/06.

 
YSL - collezione Autunno Inverno 2005/06  






[1]  Luca Scarlini, Sacre sfilate, Ed. Guanda (2010)
[2] Presso la ditta Gammarelli, nei pressi di Piazza Minerva a Roma, sartoria pontificia attiva dal XVIII secolo, sono stati concepiti, lavorati e ultimati i vestiti nuovi di Papa Giovanni Paolo II. Gammarelli non è soltanto la sartoria del Papa, ma rifornisce cardinali, monsignori e vescovi e giù a scendere, fino ai preti. (sito internet: http://arcurioptical.com/default.aspx). Fece pertanto scalpore la scelta di Benedetto XVI di affidarsi a Euroclero  di Roma(sito internet: http://www.euroclero.it/). Altra azienda specializzata in abbigliamento ecclesistico, è la Tridentinum di Ferrara (sito internet:http://www.tridentinum.com/, che ha anche una pagina su Facebook).
[3] La casa di moda Gattinoni ha fornito al Papa Benedetto XVI due casule, due camici, una sontuosa stola e una mitra in velluto rosso con finiture in oro. Cartier, firma i suoi occhiali da vista.
[4] La storia delle tre sorelle Fontana, Zoe (1911-1979), Micol (1913) e Giovanna (1915-2004), inizia a Traversetolo, un piccolo comune del primo appennino della provincia di Parma, dove continuavano la tradizione di famiglia del mestiere di sarte. L'avventura comincia nel 1936, come racconta la nipote Luisella, quando la più grande, Zoe, decise di lasciare il paesello per una grande città; indecisa tra Milano e Roma lasciò al destino la scelta, prendendo il primo treno che transitava in stazione. Destino volle che fosse diretto a Roma. Così, incredibile ma vero, come ebbe poi a confermare la stessa Micol, iniziò l'avventura delle Sorelle Fontana. Per Zoe non fu difficile trovare lavoro presso una sartoria e presto venne raggiunta prima dalle sorelle, poi dai genitori Amabile e Giovanni. Sapienza artigianale e intuito resero uniche le loro creazioni. Tra le prime clienti, le signore dell'aristocrazia: la Principessa Alessandra Torlonia, la Marchesa Marita Guglielmi, Donna Marella Caracciolo Agnelli, Gioia Marconi. Con la fine della guerra e grazie alla presenza degli studi di Cinecittà, Roma divenne una delle mete predilette delle dive del cinema, soprattutto hollywoodiano. La grande occasione arrivò per le sorelle nel 1949 quando realizzarono l'abito di Linda Christian per il matrimonio con Tyrone Power a Roma.


[5] Piero Gherardi (1909-1971), è stato un achitetto, scenografo e costumista. Ha vinto Oscar per i migliori costumi per i film "La doce vita" (1962) e per 8 e mezzo (1964)      
[6] Patrizia Calefato, Gli intramontabili, Ed. Meltemi (2009), pp. 133-150.
[7] Patrizia Calefato, La moda oltre la moda, Ed. Lupetti, p. 61.  Benedetto XVI è un restauratore anche di simboli vestimentari come la mozzetta, la mantellina rossa orlata di pelliccia, e il camauro, il copricapo di velluto rosso bordato di ermellino bianco; ha reintrodotto poi l'uso di quel paramento sacro di lana chiamato "pallio" nella versione più lunga e larga, avvolto come una sciarpa sulla spalla sinistra a simboleggiare il pastore che ripone sulla sua spalla le pecorelle ritrovate.
[8] Patrizia Calefato, La moda oltre la moda, op. cit., p. 62.


[9] Gianluca  Lo Vetro, «L'Unità».




****    ****    ****
Alcuni termini che designano l'abbigliamento della Chiesa Cattolica Romana:

almuzia, amitto, batolo, camauro, camice, cappa, casula, chiroteca, clergyman, cocola, cotta, croccia, dalmatica, falda, fanone, galero, manipolo, mozzena, pallio, pianeta, piviale, rocchetto, saio, stola, succintorio, triregno, tunicella, velo, zucchetto, ecc.
 


Collegamenti esterni:






Recensione critica del film Roma su AcitivCinema



http://www.activitaly.it/immaginicinema/fellini/roma/roma_fellini.htm





La Dolce vita (video su YouTube)



http://www.youtube.com/watch?v=xqKonL6xubk&feature=related




© Riproduzione riservata








martedì 30 luglio 2013

Update: Dolce & Gabbana Could Completely Close - Fashion News

http://www.fashionnewslive.com/wp-content/uploads/2013/07/Dolce-and-Gabbana-Update-e1374769209240.jpg After the designer duo Domenico Dolce and Stefano Gabbana were found guilty of tax evasion, they were forced to close several of their stores in Milan. The city’s mayor, Giuliano Pisapia, forbid the designers from having showrooms in Milan because of their criminal charges. The designers fear that they may go out of business due to their exorbitant fines and bad press. Dolce stated that it would be “impossible” to recover after paying off their fines. Even after closing some [...]

martedì 23 luglio 2013

Dolce & Gabbana Shut Shops To Protest Public Criticism - Fashion Labels

MILAN, Italy — Italian fashion designers Dolce & Gabbana closed their Milan stores for three days on Friday in protest at being "pilloried" over their convictions for tax evasion in June, which they say they will appeal.

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lunedì 22 luglio 2013

Former Valentino Chairman Matteo Marzotto Is The Latest Italian Tax Evader - Fashion News

Photo: Getty

Last month, Dolce & Gabbana were sentenced to jail for tax evasion, and now another Italian fashion house has found itself connected to a similar scandal. According to WWD, Matteo Marzotto, former Valentino chairman, along with his sister and several others, have been indicted for evading $75 million in taxes, relating to the 2007 sale of a chunk of the Valentino label to private equity fund Permira.

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mercoledì 3 luglio 2013

A Wave Of Men’s Only Flagships - Fashion Labels

LONDON, United States — A glamorous Kate Moss stares lasciviously from a framed photograph on the wall, while chairs upholstered in rich brocade evoke an 18th-century Italian salon. One floor below, an antique glass cabinet contains a briefcase made out of black crocodile skin next to an equally opulent condom-holder and a tasteful picture of a bare-breasted beauty nicked from a vintage copy of Playboy. What could be the private living room of a wealthy sybarite with a taste for attractive women is, in fact, Dolce & Gabbana’s new, ultra-plush men’s store on London’s New Bond Street. Attesting to the … More

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sabato 29 giugno 2013

Dolce & Gabbana's Latest Is Like A Berry Patch For Your Nails - Fashion Labels

We find the name for Dolce & Gabbana's summer collection — Love in Taormina — very fitting, because we are head over heels for this one. Envisioned by the brand's makeup creative advisor, the one and only Pat McGrath, the line-up includes five brand-new nail polishes and three new nail treatments.

Love in Taormina is supposed to be inspired by "a colorful bouquet of Sicilian flowers," but to us this array of shades is reminiscent of a bright, succulent bowl of mixed berries with a touch of sweet cream. Mmm, sweet cream.

The juicy pink, red, and purple hues are sophisticated and sensual, while still being appropriate for the season. We're so used to seeing teals, corals, and bright neons on digits in the summer that it's refreshing to see this unique-yet-still-on-trend color palette. Iris, in particular, is an unexpected stunner that we're straight up obsessing over around the office. Just one question, guys: Where are the matching lipsticks? Because we need all of these in lipstick form — but especially Camelia — like now.

Click through to see the the new nail shades, then tell us which lacquer captured your heart.

Dolce & Gabbana Intense Nail Lacquer, $24 each, available in July at Saks Fifth Avenue.  dolce-gabbana-nails-ad

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Pinterest Star Lindsay Sue Johnson's Pinnable Summer Style - Fashion News

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Lindsay Sue Johnson, Account Executive at AR New York and Super-Pinner

While you were sleeping — or playing "Angry Birds" — super-Pinner became a title and building the best boards on Pinterest a claim to fame. It's certainly brought the lovely, talented AR New York account executive Lindsay Sue Johnson to our attention. But it's not just the boards, on boards, on boards we love. Check her out. From those killer patterned heels all the way up to those hot sunnies, the lady's just as good at curating a look as she is at tracking down the most clickable pics. Look out below for some pointed style facts from the social-image-sharing star.

The greatest style lesson I ever learned:
“Rachel Zoe says black pumps can dress up any outfit. So, I keep a pair of black, pointy-toe pumps at my desk at work as well as in my closet. Just in case!”

My favorite up-and-coming designer:
“Nary Manivong. He’s a friend, and I’m so inspired by his work and his story.”

My style theme song:
“'Second Hand News’ by Fleetwood Mac…I wear a lot of vintage.”

My three favorite places to shop:
“Lula in St. Paul, MN, Isabel Marant in Soho, and Target.”

I could never ever part with:
“The Harley-Davidson T-shirt that I ‘borrowed’ from my uncle in high school. I wear it at least once a week.”

My favorite summertime accessory:
"Sunglasses! I have about 10 pairs. (I like options!) If I'm wearing a feminine outfit, I'll pair it with cat-eyes. For something more rock 'n' roll, I'll wear something more masculine, like aviators or wayfarers. If I'm feeling silly, which is often, I'll wear Lolita sunnies. When I slip on the right pair, I feel unstoppable!"

If I were 80 years old today:
“I’d totally be a bohemian mama living on a beach in Tulum, Mexico. I’d wear free-flowing dresses, blouses, and skirts, and — the best accessory of all — a smile!”

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Styled by Laura Pritchard, Hair by Bethany Brill, Makeup by Tiffany Patton, Animated by Ammiel Mendoza

Look 1: Miu Miu Sunglasses, $395, available at Sunglass Hut; Anna Sui printed dress; Loeffler Randall Dahlia Platform Sandal, $213, available at Loeffler Randall; AllSaints Leverne Leather Gilet Vest, $680, available at AllSaints; Pamela Love Venus Banner Ring, $120, available at Pamela Love; Pamela Love Branch Ring, $155, available at Pamela Love; Pamela Love Ellipse Ring, $460 similar style available at Pamela Love; Pamela Love Talon Ring, $325, available at Pamela Love; Pamela Love Triple Branch Cuff, $550, available at Pamela Love; Stuart Weitzman Laserpouchette, $357, available at Stuart Weitzman.
Look 2: Dolce & Gabbana Sunglasses, $198, available at Sunglass Hut; Vintage multicolor jacket; Diane von Furstenberg for Gap Kids multicolor T-shirt; Zac Posen for Target miniskirt; Jean-Michel Cazabat heels, $270, available at Jean-Michel Cazabat NYC, call 646-669-8508; Bing Bang Brave Arrowhead Bangle, $68, available at Bing Bang; Bing Bang Square Bangles, Set of 3, $125, available at Bing Bang; Lizzie Fortunato Desert Feather Earrings, $175, available at Lizzie Fortunato. .social-sidebar{display: none;}

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martedì 18 giugno 2013

Dolce, Gabbana Ruling Expected Wednesday - Fashion News

On Friday, the designers’ accountant, Luciano Patelli, exercised his right to offer a statement as his lawyers asked the court for his full acquittal.

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sabato 25 maggio 2013

Primavera Estate 2013: I Must Have Da Non Perdere - Ultime Collezioni Moda


Quali sono i must have irrinunciabili in questa bella stagione primavera estate 2013? Noi ve ne proponiamo 10, dai foulard con stampa tra i capelli, ai bikini con motivi colorati, ai jumpsuit, alle stampe camouflage, alle fantasie floreali, per arrivare poi ai motivi a righe e al ritorno delle gonne a ruota.


Fashion Vaticano: L'estetica Del Vestire Tra Mondanità E Spiritualità - Etichette Di Moda




Tra il Vaticano e l'alta sartoria c'è sempre stato un connubio speciale, come è documentato per l'antichità dai dipinti e dai mosaici raffiguranti papi e prelati. Come ci racconta Luca Scarlini nel suo libro Sacre sfilate [1], esistono a Roma dinastie vere e proprie di sarti della Santa Sede [2]. Non sono però disdegnati stilisti della moda [3].



Nel 1955 le Sorelle Fontana, tre sorelle che venivano da un piccolo paese della provincia di Parma [4] nella propria sartoria romana dove contribuirono a rendere l'Italian Style famoso nel mondo, crearono per Ava Gardner un abito redingote nero in lana e seta, svasato con profili e bottoncini rossi lungo fino a poco sotto il ginocchio e completato da un cappello da monsignore con cordone e nappe detto "saturno" e catena cardinalizia con una croce sul petto. L'abito prese il nome celeberrimo di "Il Pretino". 

La Casa di Moda Fontana per realizzare questa linea "talare" chiese una speciale autorizzazione alle autorità ecclesiastiche.
 
 
Abito nero di ispirazione talare, detto “Il Pretino”


Copyright - Fondazione Micol Fontana

 


Ava Gadner, con l'abito "pretino" ed il cappello "saturno" 




Qualche anno dopo, "Il Pretino", simbolo della commistione tra la mondanità della moda e la spiritualità dell'indumento sacerdotale, piacque talmente a Federico Fellini  che lo fece reinterpretare dal costumista Piero Gherardi [5] per farlo indossare ad Anita Ekberg in La Dolce vita (1960), film che fu fortemente biasimato dalle gerarchie vaticane, nella scena in cui l'attrice fa visita al cupolone di San Pietro.




L'idea del famoso "abito talare" nacque da un regista che voleva un abito talare per Ava Gadner, per un film che poi non fu mai fatto.



  
Anita Ekberg, nel film La Dolce vita (1962)


in abito "talare"


Lo stesso Fellini amplificò  poi con una riflessione magistrale la medesima commistione nel film Roma, del 1972.




dal film "Roma" (1972), Regia di Federico Fellini - Musiche di Nino Rota
 Il film fu presentato fuori concorso al 25° Festival di Cannes.


ll film è un ritratto brioso e visionario di Roma attraverso i ricordi di un giovane provinciale che arriva alla Stazione Termini poco prima della seconda guerra mondiale. Roma come realtà composita e contradditoria, rappresentata mediante una serie di quadri e personaggi eterogenei, dal defilé di abiti ecclesiastici alla ricostruzione delle case chiuse, dagli scontri con la polizia, all'ingorgo notturno sul Grande Raccordo Anulare. Tra le diverse parti non vi è alcun legame, si va da un soggetto all'altro senza transizione.o presentatore introduce la sequenza di abiti religiosi di fronte a un cardinale tronfissimo, mentre due suore all'organo accompagnano con musiche paraecclesiastiche rivisitate con sarcasmo da Nino Rota.




Il Vaticano ha elaborato nei secoli una serie di simboli ben determinati: tra di essi hanno un ruolo centrale gli abiti, inclusi gli accessori. Vi è inoltre una centralità del colore come simbolo di sacralità. La gamma cromatica ammessa a seconda delle cerimonie si dipana tra bianco, rosso, verde, viola e nero; una quadricomia che ha le proprie origini in una articolata serie di motivazioni rituali. I paramenti più ricchi sono però rigorosamente maschili (anche se l'uomo usa capi di derivazione femminile), visto che la parte femminile della specie ecclesiastica riceve un trattamento assai più sbrigativo.









Il film ebbe due edizioni: la prima presentata al cinema Barberini di Roma il 18 marzo 1972, con una durata di circa 130 minuti. Fu presentato al Festival di Cannes il 15 maggio 1972. Per la presentazione sul mercato estero fu deciso di alleggerire il film riducendolo a circa 115 minuti. La versione integrale del film non è diventata la versione "ufficiale" in quanto sulla totalità dei supporti in vendita, DVD e VHS è stata inserita la versione corta approntata per il mercato estero; è anche quella che normalmente viene passata in televisione. L'unica commercializzazione della versione lunga avvenne nel 1989, su VHS della DeltaVideo, da anni fuori catalogo. I tagli, decisi in autonomia e senza interventi da parte della censura cinematografica che aveva dato il nulla osta al film, con un divieto ai minori di 14 anni, riguardarono alcune sezioni della pellicola, mentre altre vennero lasciate indenni. 








Nella sezione del defilé vi furono tre tagli: al modello n° 4 "Suora Missionaria" e in due altri momenti della sfilata dove compaiono in una, dentro due teche, una mano ed una maschera metalliche e nell'altra un modello per vescovo. Manca anche un dialogo tra coloro che assistono alla sfilata. Tagli piuttosto evidenti dal fatto che, nelle immagini mantenute, si nota in lontananza il modello n° 4 sfilare via dalla sala e per dei bruschi salti nella colonna sonora.
Il film "Roma" è fra tutti i ritratti di Roma (non quelli che leggete nei libri di storia, dei depliants turistici) quello - che nel bene e nel male - è uno dei più doviziosi, anche dei più divertenti, che esprime la grande personalità e fantasia di Fellini. E' un ritratto, documentario, urbanistico e antropologico, che prende in considerazione e illumina punti nascosti di una città che, più di altre, si presta per storia ed abitudini dei suoi abitanti ad uno stile irregolare e contradditorio. Moltissimi momenti notevoli: un grande spettacolo di varietà in cui Fellini adotta e preferisce il pubblico, a cui è rivolta la sua arte; la pungente iconoclastia della sfilata di abiti ecclesiastici, premonitrice 35 anni prima dei papi con le scarpe di Prada (ma vi è anche lo spunto reale dei lavori per la Linea A della metropolitana che serve da riflessione per i rischi del progresso; l'umiliante quadretto delle prostitute esposte alla clientela; la chiassosa ed infinita sequenza in trattoria). Mai un film si è avvicinato così tanto a carpire l'essenza di Roma, di cui nulla è taciuto, neanche l'insopportabile trivialità del presente.




Il connubio tra moda e Chiesa Cattolica Romana appare ai nostri giorni meno stridente e provocatorio di quanto potesse sembrare ai tempi di Fellini o delle Sorelle Fontana, dal momento che proprio la figura terrena più autorevole in questo momento di questa Chiesa, cioè papa Benedetto XVI, non fa mistero di una "venerazione" alla "sorella moda".

 


Benedetto XVI, con le scarpe rosse




Le creazioni


di Adriano Stefanelli
Celebri le sue scarpe in nappa rosso acceso, di cui qualche tempo fa si ipotizzò la provenienza da una griffe del lusso, ma che sono  in realtà opera di Adriano Stefanelli, un calzolaio di Novara.


Non sia mai detto del resto che il papa "vesta Prada", dato che è al suo infernale nemico che spetta questa prerogativa, secondo un titolo e un modo ormai consueto di dire. [6]
 






Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Alois Ratzinger, è considerato tra gli uomini più eleganti del pianeta, ed è stato inserito, nel 2007, nella classifica  dei 23 "best dressed" dalla rivista americana "Esquire".
 
 
 


                    Cappelli di Benedetto XVI
 
 
Papa attento alle tendenze della moda lo è stato anche Giovanni Paolo II, di cui sono rimasti celebri gli scarponcini bianchi Doctor Martens appositamente fabbricati per lui.


 
Giovanni Paolo II, passeggiata in montagna




Sono d'accordo con Patrizia Calefato quando scrive che «questa simbologia da scarpiera è anche rivelatrice di due personalità molto diverse di papi: attento ai media e alla cultura di massa Woytila, ricercato e restauratore della tradizione Ratzinger.» [7]
Papa Ratzinger, ha carisma da vendere, e da prova di puntuale aggiornamento delle tendenze moda e di un raffinato quanto ricercato gusto nel vestire. Infatti, in linea con i dettami della haute couture che si decide sulle passerelle delle capitali che contano, Benedetto XVI ha optato, sin dagli albori del suo pontificato, per uno stile vintage con dettagli personali che siano indice di originalità nello stile. Certo siamo lontani dai toni della sobrietà di Woytila.  Siamo anche lontani dall'eleganza più dandy che sfarzosa di Pio XII, o dall'eleganza austera di Paolo VI, papa più emozionato dallo sbarco sulla luna che da ori e pellicce.
«Anche il clero non porporato maschile e gli ordini ecclesiastici femminili curano da sempre l'estetica del vestire: è il caso proprio di dire che l'abito faccia il monaco in quelle situazioni, come una scuola, una comunità o un ospedale, dove l'indumento è anche segno di riconoscimento, quasi una "divisa", richiede quindi anche un rigore e una distinzione che spesso hanno di per sé un significato etico. Le aziende specializzate in abbigliamento ecclesiastico maschile e femminile si adeguono ai tempi, creando linee proprio come fanno le aziende "laiche", diversificando i destinatari (...) una specie di "linea bambini" con tuniche e cottine per chierichetti, grembiulini per alunni di scuole religiose e abiti per prime comunioni. »[8]




Anche ai giorni nostri il fashion non ecclesiastico si ispira al vestiario della Chiesa. Si pensi a Dolce & Gabbana che nel 1997 presentano l'abito talare come un must. «Settecento metri di drappi cardinalizi e cuscini da inginocchiatoio preparano spiritualmente il pubblico alla "Preta" degli stilisti. Ecco dunque la "mon-signora" rigorosa come un sacerdote e sfarzosa più di un cardinale». [9]



Yves Saint Laurent, a conferma che si tratta di uno stile ricorrente della moda,  ha presentato "abiti talari" nella collezione Autunno Inverno 2005/06.

 
YSL - collezione Autunno Inverno 2005/06  






[1]  Luca Scarlini, Sacre sfilate, Ed. Guanda (2010)
[2] Presso la ditta Gammarelli, nei pressi di Piazza Minerva a Roma, sartoria pontificia attiva dal XVIII secolo, sono stati concepiti, lavorati e ultimati i vestiti nuovi di Papa Giovanni Paolo II. Gammarelli non è soltanto la sartoria del Papa, ma rifornisce cardinali, monsignori e vescovi e giù a scendere, fino ai preti. (sito internet: http://arcurioptical.com/default.aspx). Fece pertanto scalpore la scelta di Benedetto XVI di affidarsi a Euroclero  di Roma(sito internet: http://www.euroclero.it/). Altra azienda specializzata in abbigliamento ecclesistico, è la Tridentinum di Ferrara (sito internet:http://www.tridentinum.com/, che ha anche una pagina su Facebook).
[3] La casa di moda Gattinoni ha fornito al Papa Benedetto XVI due casule, due camici, una sontuosa stola e una mitra in velluto rosso con finiture in oro. Cartier, firma i suoi occhiali da vista.
[4] La storia delle tre sorelle Fontana, Zoe (1911-1979), Micol (1913) e Giovanna (1915-2004), inizia a Traversetolo, un piccolo comune del primo appennino della provincia di Parma, dove continuavano la tradizione di famiglia del mestiere di sarte. L'avventura comincia nel 1936, come racconta la nipote Luisella, quando la più grande, Zoe, decise di lasciare il paesello per una grande città; indecisa tra Milano e Roma lasciò al destino la scelta, prendendo il primo treno che transitava in stazione. Destino volle che fosse diretto a Roma. Così, incredibile ma vero, come ebbe poi a confermare la stessa Micol, iniziò l'avventura delle Sorelle Fontana. Per Zoe non fu difficile trovare lavoro presso una sartoria e presto venne raggiunta prima dalle sorelle, poi dai genitori Amabile e Giovanni. Sapienza artigianale e intuito resero uniche le loro creazioni. Tra le prime clienti, le signore dell'aristocrazia: la Principessa Alessandra Torlonia, la Marchesa Marita Guglielmi, Donna Marella Caracciolo Agnelli, Gioia Marconi. Con la fine della guerra e grazie alla presenza degli studi di Cinecittà, Roma divenne una delle mete predilette delle dive del cinema, soprattutto hollywoodiano. La grande occasione arrivò per le sorelle nel 1949 quando realizzarono l'abito di Linda Christian per il matrimonio con Tyrone Power a Roma.


[5] Piero Gherardi (1909-1971), è stato un achitetto, scenografo e costumista. Ha vinto Oscar per i migliori costumi per i film "La doce vita" (1962) e per 8 e mezzo (1964)      
[6] Patrizia Calefato, Gli intramontabili, Ed. Meltemi (2009), pp. 133-150.
[7] Patrizia Calefato, La moda oltre la moda, Ed. Lupetti, p. 61.  Benedetto XVI è un restauratore anche di simboli vestimentari come la mozzetta, la mantellina rossa orlata di pelliccia, e il camauro, il copricapo di velluto rosso bordato di ermellino bianco; ha reintrodotto poi l'uso di quel paramento sacro di lana chiamato "pallio" nella versione più lunga e larga, avvolto come una sciarpa sulla spalla sinistra a simboleggiare il pastore che ripone sulla sua spalla le pecorelle ritrovate.
[8] Patrizia Calefato, La moda oltre la moda, op. cit., p. 62.


[9] Gianluca  Lo Vetro, «L'Unità».




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Alcuni termini che designano l'abbigliamento della Chiesa Cattolica Romana:

almuzia, amitto, batolo, camauro, camice, cappa, casula, chiroteca, clergyman, cocola, cotta, croccia, dalmatica, falda, fanone, galero, manipolo, mozzena, pallio, pianeta, piviale, rocchetto, saio, stola, succintorio, triregno, tunicella, velo, zucchetto, ecc.
 


Collegamenti esterni:






Recensione critica del film Roma su AcitivCinema



http://www.activitaly.it/immaginicinema/fellini/roma/roma_fellini.htm





La Dolce vita (video su YouTube)



http://www.youtube.com/watch?v=xqKonL6xubk&feature=related




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